Pensavo

Pensavo

Pensavo ad Armando e l'ho trovato

Pensavo a Gesù (e te pareva, no?) e l'ho trovato sulla testa di Beniamino a provocare gli spioni:

na, qua u teng, vin vin a pigghiartl e na vita ca tu vogghie dicr, u cor, no.

Poi uscendo dalla stanza m'ha detto, come fosse un marito vecchio e appiccicoso:

e mò qua mi lasci?

E io che ho fatto, Armà, dimmi, dimmi, che potevo fàre, dopo na vita a rumbu u cazz, me l'agghie pigghiat nbrazz e...n'am fat na ballat: ndà, ndà e NDA'. T'AM GESU'.

Se tu nongir ij già me n'aviss sciut.

...

E una voce dal fondo gridò: "Cutte cutte".

Pensavo che vorrei avere buchi per non pensare, ma poi ho visto chi vale ormai tre e m'ha (CI HA, che palle Gesù.) fatto una sorpresa, s'è fatto una foto e me l'ha inviata VIA CUORE, che fa rima con CURE.

RIGORE, piccì.

Ta,(Calm beach), 1 agosto 2017

SULLA PAZZIA
(Si torna sempre a casa)

Si torna sempre casa
Ogni volta che esci.
Sia che tu sia pazzo,
Sì, perché lei ci ha dimostrato,
Col suo exquadro, la strada
Di casa;
Sia che tu sia perso,
Sì, perché lei, la droga, non è poi
Così puttana, se ne va e te la da davvero l'opportunità di tornare (a casa.) e il suo (passato a Piccinni, Armando mio) Exquadro ce lo ...ti da il biglietto, devi solo timbrare il cartellino , vai da Ivan che sa cosa fare: ora, vai da Roberto che te lo segna; infine (?), per ora, ritorna da Armando, l'altro? È chiaro, dice Pino,
ti stai perdendo? H...che ti dimostra...
Hai visto come è facile perdere la chiave di casa?
...che ti dimostra che il "primo di" agosto sa che l'estate sta tornando a casa da settembre:
Sì, figlio, sono Enzo, è incredibile, ieri il vento agostino non c'era

E io

Io Sono la madre della chiave.

Dalla a me così non la perdiamo. Ah, poi vai da Giovanna. Hai visto? Sono io.
PANE RES # MAMY T

Una mamma da presepio e una figlia di presepio.

Piume d'ali

Volate ali che stasera vi siete allegerite per non pesare niente, ma tornate ogni tanto a lasciare due piume. 

Un passante, grazie.

Ho un tunnel, uno speciale, a me dedicato e dove c'è molto impegno negli arredatori a renderlo più inospitale che mai. Avranno senz'altro dei motivi assolutamente inderogabili, delle finalità inossidabili e sicuramente un progetto chiarissimo.
Ho un tunnel dove c'è tanta gente che ascolta e così vi racconto una favola, anche perché ogni giorno scopro molte differenzetra me e voi.
Ho un tunnel che arredo a modo mio, che vi piaccia oppure no e la favola la racconto a modo mio.

Il pipistrello
C'era una volta un pipistrello di nome Bambi, così l'aveva chiamato la sua mamma. Bambi quando è nato certo non era bello come sono gli altri esseri viventi, nero, appiccicoso cieco e puzzolentino, ma la sua mamma, Bocciolo si chiamava, quando lo vide gli disse: "Ma come fai ad essere così bello!" E così lui è cresciuto sentendosi l'essere più bello della terra. Bambi e Bocciolo stavano sempre insieme, però un giorno, capita a tutti i bimbi, andò a scuola e lì iniziò a ricevere pietre addosso.
Adosso, maestra? Chiede il bambino alla sua maestra mentre lei fa la sua lezione, ma queste cose non si fanno! La maestra, senz'altro sapeva cosa faceva non rispose e continuò a raccontare.
Bambi, mamma lo aveva addestrato ad una vita tosta, per giorni non disse nulla e tornava a casa pieno di sangue, ferite e con un' ala ormai trasparente: erano gelosi delle sue ali. Mamma sapeva, ma zitta. Restava.
L'ala ormai non si vedeva più ma lui continuava a volare e ad andare a scuola perché lì c'era anche il suo posto. Poi un giorno Bocciolo si presentò. Dove? Forse lo vuole dire la mosca che è venuta a ronzare qui. Ma a scuola? Dove sennò. Si vestì?n No si presentò e scostò gli insegnanti della classe di Bambi e si mise a far lezione di filosofia, sulla bellezza, di biologia, sull'unica vera simmetria del corpo di un pipistrello rispetto a quella dei viventi, di storia della specie volatile, questi mammiferi sono gli unici ad esser rimasti sempre gli stessi dalle epoche primordiali, di antropologia, il nostro desidero di volareviene da un slenzioso e costante comunicare con la loro essenza...
Finita la lezione, mamma prese Bambi e senza dir nulla se ne andò, però naturalmente si accomiatò. Dal giorno dopo il piccolo restò a casa e lei iniziò a fargli anche lezione di volo sia all'alba sia all'imbrunire, perché capì che la sua scelta di non subire avrebbe comportato reazioni varie e variegate: i viventi quando decidono che tu sei l'idoneo della specie a lavorare per gli altri si arrabbiano molto se smett e soprattutto quando tutti smettono di fare il loro dovere la realtà si modifica, compresi i ritmi circardiani vitaliani.
Così l'innocente Bambi si ritrovò ad essere il pipistrello precursore del volo di giorno. Così iniziò a guardarsi attorno in modo nuovo e a sentirsi più pieno e sicuro di sé, sentendosi pure bello. Chi gli facciamo incontrare Vivì? Una pipistrellina, lo lasciamo solo a sperimentare una vita fatta di luce nella luce e nel buio o ad un certo punto nel volare felice nel cielo si smarrisce in esso scprendo la gioia eterna?

Ho una luce nuova è una lama dorata che mi circonda l'aura del capo.

O miei loci corpori causae de causae de causandi si sunt seati: ho un orecchio lacerato, bignamo de quadom et qua maledetibiswoculturi.

Chissà perché devono aspettare di veder morire, uccidendo con ogni come l'Amore amato ut viderisibi latopost et antelateru phereti tà cum nema, senza patria, senza più memoribicco de olocausthi inforatum en acum cum la ipocrisia italiana là in fila ut salutans, in riga ut levare fine salutans et nequers cum APAX....quanto costa essere amati.
Quanto costa amare troppo.

Ciao Gesù, grazie per stanotte, ma ti sei perso anche tu come me, non sempre la notte porta consiglio all'unanimità: io alla ricerca delle mie stelle mi sono ritrovata nel tuo cuore, altrimenti non sarei sopravvissuta e tu che sei un romantico ti sei fatto di nuovo intingere d'oli.
E domenica Gesù, meno male che esiste, sennò uomini, donne e bambini non avrebbero la possibilità di guardarti negli occhi.
BUON INTENDITOR POCHE PAROLE.

Una volta le nuvole erano piatte
poi ad un certo punto sono diventate spesse, come panna montata
così vicine da toccarle con le mani

e così vado a trovarle e vi guardo
pancia giù con le mani sotto il mento
con un sorriso da ebete o da bimba,
non so, forse semplicemente sorrido,
perchè mi fate tenerezza.

Ma dopo che mi avete fatto tenerezza succede che mi fate schifo, perchè non mi piacete. Anche se poi vi guardo e mi rifate tenerezza.
E chi ha detto che dobbiamo avere gli stessi gusti?
Io guardo in alto,
ti dispiace?
Io prego, ti dispiace?
Se ho due ore di buco, me ne vado a fare una nuotata, ti dispiace?
Mi faccio i tatuaggi,
ti dispiace?
Anzi, me ne farò uno su una chiappa, ti dispiace?
Piango, perchè mi fai piangere, ma poi rido, perchè mi fai pena, ti dispiace?
Scrivere, non era una buona terapia per acquistare il buonumore? Ti dispiace?
Ti dispiace?
Anche se mi togliessero tutto quello che ho mi farei una grande risata, ti dispiace? E sai perchè, non c'è miglior giorno per morire che questo, pensavo che non te lo volevo dire, perchè non lo avresti capito.
Ho dipinto le mie nuove nuvole, forse le camberò, ti dispiace?
Il mio cane dipinge la sua resurrezione, giocando con un biscottino, ti dispiace?
Ti dispiace?
Mia figlia ha dodici anni e vuole essere chiamata ancora bimba, ti dispiace?
A proposito, ho ripreso a scrivere e a dipingere, ti dispiace?

Vuoi sentirmi dire che ti odio e perchè?
Invece, sai che faccio? Apro le braccio e ti dico: spara. Ho il vomito. Pipi, il mio pipistrello, mi ha detto Buonasera, mamma. Sorrido.

Lorenzo Cherubini? Sei tu? Ti dedico una canzone di un tuo collega, Le tasche piene di sassi.
Zucchero? Ora canta tu, grazie, Voglio te, è perfetto.

E' ora di cena, i miei bimbi aspettano la pappa,
4 pescioloni rossi e un pesce combattente,
una topolona, che una volta era un topolino ballerino,
un cane che si sta chiedendo se è desto, visto che fino a qualche giorno fa era in un canile,
mia figlia,
mio figlio,
le mie stelle
e i miei sogni, sì ho ancora sogni,
tttttttttttti dispiace?

Una zzzzzzzzanzara romberà per tutta notte sul mio capo, ha una speranza? Io ne ho una meno di lei, chissà chi vince.