Eterocromia storica

Per anni l'educazione ha 'rubato' alla medicanza e ora l'antropologia è costretta a chiedere mutui a vita alla dicdattica differenziale per spiegarsi fenomeni che altrimenti dovrebbe celarsi.

Chiare e fresche e dolci acque

Veni meco Francesco

Te chiamo o mia musa Petrarca, ed

Ché queste rime

Navighino pei mari dell'odio

E di Amor

Pei laghi di Messer Tutto

Et pei mari di Papà Tanto,

Affinché i Cieli possan

Farsi strada tra i rovi

E scoprir ancor veli di sposa

E non di ragni le ragnatele.

Di chiare e fresche e dolci acque

Sono i tuoi begli occhi o figlio mio,

Ti ch i ami Alessandro. Sì, madre,

Ma m i chiamo anche

Beniamino e Ibra e Sewuan

E Aurora e Giada

E Ivan e Sara e Davide e Deborah.

 O mio tesoro di madre

Grazie per avermi donato la vita

E avermi dato l'opportunità di esser qua al

Cospetto dei miei

Bambini.

Lo prometto:

Io ti vendichero' e so che loro saranno con me

Con il cuore a forma di lancia e i colori dal profumo

Di gelsomini.

E le rose, bimbo mio?

Le porterai tu:

Cadranno dai tuoi capelli.

NUOVO FORMATO con reazioni a catena? !!!

Sono un nuovo formato:

un professore in volo professionale,

perchè?

E se non lo sai tu, lo possiamo sapere noi?

Ma se hai bisogno, vien da me, vero?

E se ti serve un miracolo, chiedi a me, vero?

E se ti serve un nuovo format, dove vai, dimmi, dimmi un pò?

Ebbene sì, ne esistono proprio di nuovi, nuovissimi, cara Alessandra, di quelli che SI fanno mandare a visita, ci hai proprio messi nel tuo amato computazionale, ma non dobbiamo nè capire niente nè esserci, vero? Dicci, dicci, come fai adesso senza il modello? Fanculo Alessandra, fanculo.

Ehi? Ci hai creduto? Assurdo. Stai beccando, attenta, di onnipotenza, onniscenza, ma non di onnipresenza, quella l'ha data a me. Non è che ti senti anche un pò braccata, in senso di colpa e col fiato del/i superiore/i sul collo? Non è che senti un senso di persecuzione? Non è che ti piacciono uomini molto più piccoli di te e comunque non vuoi lasciare pure quelli molto più grandi te, liberi? Oh, che hai deciso, non è che ti metti in malattia? Vai, vai bella, vai da Piccinni, che t'aspetta. Aspè, aspè do' stè vè...non è che ti fai pure un pò più in là, un altro pò, poco ancora più a destra, brava la piccina, ora sai che devi fare: VATTIN E NON CHIEDERE NE' GIORNI NE' NIENTE COSI CI FAI PURE UN ALTRO REGALO FAI PURE SILENZIO PERCHE' IL RESTO l'ABBIAMO CAPITO. Saluti e baci? Pure la spiritosa. Brava la piccina.

 

ACTUN, ACTUN, sono in fermo metabolico professionale, apposta, piccola. Non è che vuoi fare una preghiera così mi restituiscono il mio (questo è da parte dell'ASL, pure di Bologna), così finisce a tarallucci e vino? Uhm...mi puzza di una tristissima femmina, che non può più essere chiamata nè donna nè signora.

 

SIA LODATO GESU' CRISTO (chi aveva detto che chi superamava Cristo non poteva essere incazzato? Fanculo Alessandra, fanculo.)

L'AMORE E' COME LA MATEMATICA, SA E PROFUMA DI ECONOMIA E SINTESI

CI SONO POSTI

DEL MONDO DOVE SONO STATI INVENTATI CHIMICAMENTE

(DEI) PRODOTTI, CHE ATTRAVERSO PROCESSI CHE NON POSSO DIRE,


TIPICI DI QUEL TERRITORIO, DUNQUE INVIOLABILI E INIMITABILI

E CHE DUNQUE SI DIFFERENZIANO DA ALTRI INESORABILMENTE

(  E, ANCORA, DUNQUE SONO DI QUELLO ''sfilata'' CHE CANTERA'

AI POSTERI LA SUA ESISTENZA E ANCHE SE LI VORRAI DISTRUGGERE

PER MOTIVI TUOI, CHE ORMAI TUTTI CONOSCIAMO RIEMERGERANNO DAL MARE DELLA TUA MELMA),

CHE PER CARISMI E VOCAZIONALITA', MI SPIEGO MEGLIO,

QUESTI, ESSENDO NATI LA', DA QUELLA MENTE LA', DA QUELLA STORIA LA',

SONO STATI MODELLATI DA DIO (PROPRIO IN QUEL POSTO):

per stimolare, far prosperare capacità particolari che attivano attività che nel tempo hanno fatto di quel foco-loco una Fueca che senza elettricità e addirittura, in alcuni casi, senza più mani umane (MA PRESTO: IMBOTTIGLIATELO/A - INSCATOLALO - INCASSETTALO - "IMBUSTALO" A E CON MANO D'UOMO) hanno preso proprio vita propria:

  • vedi il Martini a Milano;
  • il The in Inghilterra;
  • il Pomodoro da noi nel Regno delle due Sicilie.

E la Pizza a Napoli? (SONO NAPOLI!)

Non la voglio mettere qui, VABBENE!! Questa è casa mia. Mi uccidi?? NO, vero?


MARTINI: zucchero a sufficienza ed alcool infuso ad erbe tiramisù, che stimolano tutte le ghiandole endocrine, per andare oltre il pranzo e senza fermarsi ricominciare fino a sera così.

- modello comunicativo: secco, recoaro e deciso.

THE: "non mi fermo da stamani con questo ombrello, ma mi permetto questo dolcetto con tiramisù per concludere in bellezza".

- modello comunicativo: relazional - monarchico, "sono come te, pure simpatica, ma si deve lavorar per produrre e quando è notte dovete far anche la guadia per questa perfezione.

POMO(S)DORO: "sono qui mondo mio, o mia famiglia, mangiamo ora è sera. Amore è pronta la pasta con il pelato che hai fatto tu?

- modello comunicativo: "ti riconosco o famiglia mia, sei proprio l'altra metà della mela."

 

Il Drago del sogno, Madonna?

E' il figlio del dio minore del III millennio, signore.

 

T Mamy T

Sinfonia di stelle

I miei bambini hanno appena scritto uno spartito,

aspettando che il mio cane mettesse le pause 

e mio fratello con le sue lacrime l'ha appenna conclusa, la Sinfonia.

 

Battiato con La sua Cura sa cosa faceva a quei serpenti, li faceva arrotolare annodandoli quando ce la dedicavamo:

"Io sì che avrò cura di te."

 

No, signora Anna non deve dire Grazie Giù, ma Grazie Già.

No, signora Anna non deve dire Grazie Già, ma Grazie Gesù.

Mamma, non ti vergognare della mia calvizie ho un tumore al cervello e lo sai. Perchè

non ti prendi cura di me, mamma. Sei cattiva mamma lì hai portato anche i miei fratelli. Mostrusa sei mamma Anna.

 

In foto dei gabbiani a cura di uno dei miei figli adottivi: ho preferito loro a degli uccelli veri, perchè quelli mi hanno consigliato così. Ma poi ho cambiato idea e ho preferito Norma Jeane, una stella cdente che è passata dalla terra un giorno e l'hanno uccisa, tradita e fatta schiava e prigioniera.

Attento sto scrivendo di getto, ma non è un libercolo di frasettine e poesiule è Una Filosofia, come la scrivevano i nostri padri fondatori dei primi passi, da poliglotta e Maestra di ogni arte, no, non è peccare di onnipotenza, sono l'ultima di quelle generazioni che mentre il nemico era impegnato ogni volta a tagliarmi le ali io bevevo l'acqua fresca che mi passavano i miei avi che hanno dato la vita per la storia, per la ragion pura e per ogni conoscenza senza mai perdere di vista l'orizzonte della mano sul cuore. PANE RES contiene l'Io sono amore, compresa la disillusione del tradimento di tuo padre e tuo fratello: no, non è solo un'esperienza personale, ecco perchè so che diverrà ciò che ho detto: LA PAROLA è Parola quando tutti si immedesimano. E' una preghiera che nasce dal cammino in una strada dove mi hanno fatta schiava e prigioniera per evitare di farmi volare. Oh volare, gli uccelli lo sanno. Stanno modificando il loro stile di vita. Gli uccelli una volta come le stelle erano autistici, pensavano solo a mangiare come i fratelli di Jonathan. Ora qualcuno li guarda volare e dice oh, ecco uno dei figli di mamma mi sta dicendo pane res, fratello e io gli rispondo PANE RES, sorella.

 

E' passata una colomba grigia, era una vecchia suora che io chiamo mamma, senza nome, sono senza nome le mamme adottate, non hanno personalità, non hanno utero, non ti serve: solo cuore grazie. Sapeva quello che vo' a dire.

 

Ho visto brillanti

viventi evasi dal Paradiso,

ma uno è qui davanti a me

si chiama Norma Jeane.

 

Firmato e regolato da Jeanne d'Arc

L'ATTESA
Questo figlio mio è morto. Quando? Il fatto che i suoi cari se ne siano dimenticati ogniqualvolta mi vedano significa che nel loro cuore non c'era amore per lui e tantomeno per me, oggi, ieri e l'altro giorno.
Ora parenti, cosa mai abbiamo in comune noi? Sì, sono una semplice donna, non occupo posti di potere nell'estrinsecare la mia docenza materna e così da qui, da Talsano vi saluto e faccio ciao - ciao a don Antonio che m'aspettava, ma ho deciso che era bene testimoniare ciò che vò a dire.
L'attesa è quello stato di pienezza misteriosamente miracoloso
che ti fa figlio di Cristo, perchè ti mette consapevolmente in vita.
L'attesa è quella dimensione beota, o quanto mi piace dire così!
Che ti fa polo positvo, alla faccia dell'invidioso che ti vuol fottere?
Sì, sì, fottere, fottere, fottere l'uovo, il TUO.
Semplicemente perchè tu col tuo credo sei stato capace
di farti riempire dall'Angelo della Madonna.
Io voglio essere sempre in attesa, Signore Gesù,
anche se ho 54 anni, alla faccia di chi ha aspettato questa mi età
per sbattermela in faccia e dirmi "sei sterile, donna,
dove devi andare".
Vado dove il mio Re vuole. A partorire in una capanna la mia fede,
vado.
E tu signor Gioacchino, dove vai, forse a morire senza un figlio da accompagnare al cimitero oppure senza una figlia da accompagnare al cimitero per porger un lumino a suo figlio morto.
No, non preoccuparti odiare io? Quanta importanza, si odia solo chi si ama perchè se bestia del suo amore è incapace di dire al cuore: vieni andiamo dal cardiologo che forse è meglio se chiediamo un trapianto.
PANE RES # Mamy T

PEPITE
ho delle pepite, pepite d.oropuro che circolano per casa e ci sono pepite,
pepitedisangued.angelo, pecore,
che camminan su terra disalina alle quali è stato impedito di veder mamma Pepita.

sangue
sangue
sanguemio annuncia ch'è arrivato il bimbo mio
e porta in dote ferite, ferite e sangue, che son feritoie, strade per tornar a nascere,
se dentro hai radici terrose. terra?
terra! il sangue perso, quello del bimbomio, sai, s.è trasfigurato in seme, per rendere sapido e salino il verbo.

Una bimba, la bimbamiapepita un giorno ha scritto, come sapesse. sapeva.
*perfavoreDioperdonatuttaquestagente,
nellatestadellepersonenonv.èrimastoniente.
dasecolisvolazzanoneicieli (gli uccelli), nuotan negli oceani (i pesci), cirendonsereni.
tuttoquestomondo,
chepurtropponelpianetanoncicredepiùinfondo.
perfavore perdonate le cattive azioni
le personeormainonsannoche
ancheglianimaliprovanodolore
e che per la razza umana provano rancore*

pepite pepite d.oro sono in vendita
quanto costano?
costano un soldo
tieni è un soldo, l.ho scritto, dammi le mie pepite
oh, non hai capito, costano un soldo e non le puoi comprare.
pepite, pepite d.oro sono in vendita, si mettono in vendita, quanto costano? un soldo, ti ho detto, un soldo solo
pensa, pensa fratello, costiam un soldo solo e non ci possono comprare. un soldo un soldo solo.

pepite, pepite quanto mi costate, mi costate un costato che vi ho donato per esser le mie pepite. pepite, mie pepite, volate pur lontan da me,
ci vediamo a festa, nel dì, nel dì di festa come nel mio sogno
là, proprio là, bimba mia
Chiara, mi chiamo Chiara MammaPepita. Ps: grazie di esistere Mamma>Pepita.
hei Mà, sono Ale, un giorno vogliofarti un regalo, una pepita, pepita d.oro puro, si chiama Ale.

pepite, pepited.oro non vendo, perchè le ho mai messe in vendita? e tu come ti sei permesso di pensare che le potevi comprare, prete? sei ridicolo, come ridicola è la tua chiesa.
un giorno scomparirà e nascerà una pepita, pepitad.oro, oropuro, vivente, con cuore, fiore e verdi capelli, prati, prati pratirigogliosi, prati rigogliosi fioriti. profumati.
dieklakdvnecuedei.

CARO PRESIDE NON T'ARRABBIARE, MA IL MIO PROGETTO L'HO FATTO RIVEDERE A PAPA'

E’ il tempo che hai dedicato alla tua rosa che ha fatto della tua rosa UNA ROSA importante

( cfr il “Piccolo Principe)

 

 

                                                                 SCHOLA ET SIENZA: BONA PRATICA ET SALIETA

 

Le pari opportunità nella grammatica del rapporto natura – persona per una vita sostenibile e di specie nella e per la relazione

 

Vincoli e Risorse /incipit e introduzione

 

Sono una donna e donna voglio restare, ma fatemi parlare prima di farmi fermare:

giocare, ridere, ridere e giocare, ma fatemi studiare con i miei compagni studiare.

Caramelle e torte son buone da mangiare e da fare, ma di cultura voglio morire

e affianco ad un marito dormire.

Penso che sarà la festa delle pari opportunità quando questo ministero sarà assorbito dal ministero della specie, quella vivente

E così fatemi pure sognare che la mia sarà la Priorità.

Questo progetto vuole portare la scuola fuori dalla scuola affinchè con la donna torniam mano nella mano per andare tra i banchi e parlar di famiglia: famiglia significa amare la vita, la vita come fiamma, fiamma di speranza che il ventre continui, continui a figliare, affinchè eterni possiamo diventare. Parlo di religione, no, i figli sono il contatto con l’eternità. Un progetto estivo a scuola, quale opportunità! Un progetto estivo a scuola per tornar a parlar di ambiente, sostenibilità, e amore per il proprio territorio, ma è un CUR? Certo il CUR più bello che c’è: quello che permette alle mamme di esser protagoniste nel volontariato nella lotta più bella che c’è: salvaguardare il cuore.

  1. Ho gli occhi per vedere la foglia respirare.
  2. Nutro gli alberi del melo, attraverso i miei loci di diritto e religione, il mio corpo, cioè consapevolmente li apprezzo, “li abbracio”, li sento e così ricevo così funzionalmente il tutto e amore e nutrimento si fondono.
  3. Cresco in una patria naturale, intesa come patrimonio da apprezzare: siamo, (forse?) il luogo della terra più bello che c’è: ambiente umido, fluens, mare antiquo, il Piccolo e mare giovane, il Grande, pianura dolce, prati da accarezzare e da coltivare e per mozzarelle fare e salata, la mia amata Macchia Mediterranea, Murgia, singolare, dolce e cantata collina e poi c’è la Salina, il luogo più bello che c’è: dove Dio racconta di un amore in continuo divenire. E il Mediterraneo? La culla e il ponte – cassaforte dell’Umanità.
  4. Faccio l’estate dove voglio e come voglio: in viaggio; viaggio con la fantasia di un campeggio dove posso giocare e sperimentare, giocando a fare lo scienziato, perché quello io sono e ne sono sicuro; viaggio sul serio a cavallo del mio pesciolino e prima di armarmi di retino, pinne ed occhiali, addentando una mela costruisco il mio acquario per lasciare alla mia scuola il mio passaggio; viaggio sul serio con pullman e treno ( se me lo permetterete) così me ne vado sul serio a fare il giro del mondo sul mio vascello, qual è? Taranto mia. Viaggio anche in campeggio, conosci un posto dove il viaggio è più viaggio di quello? Palude  La vela si chiama e il WWF lo sigla. Finisce il mio viaggio? No, porterò sempre con me questo viaggio.
  5. E, infine, prendo il pensiero computazionale e lo porto a passeggio col mio cagnolino, chi è? Il mio cantastorie: io, perché ladro sono di te scientifico sapere se il metodo metacognizionale mi vado a rubare!
  6. Sono consapevole del mio progetto di vita perché salvaguardo il cuore attraverso la cura dell’ambiente, nella relazione e nella dialogicità con la specie umana mi metto in condizione di collegarmi con l’altro me per far emergere i miei valori, i miei carismi e soprattutto le mie potenzialità nel creato.
  7. Prendo i loci del progetto e ne faccio fondamento per il mio progetto di vita perché rappresentano il prodotto finale del creato per me e ne faccio una mappa personale per che per assimilazione accomodamento mi permette di raccordare, collegare e concertare i mestieri razionali della vita (funzionale al progetto per la vita: il lavoro come faro per l’autorererenzialità della specie umana.

 

AUTOREFERENZIALITA’ DEL PROGETTO

Autoformazione dei ruoli per la trasversalità della formazione dell’uomo come cittadino del Cosmo.

Collaborazione post progettuale tra la partnership, per continuare, vincolo e risorsa per i partecipanti, a rendere il PROGETTO VIVO nel tempo, affinchè la scienza, la matematica e la/le capacità motivazional-computazionale/i facciano il loro corso per abilmente riprendere possesso della LINGUA, della lingua per CO_MU_NI_CA_RE, per comunicare, per comunicare nel viaggio tra i popoli nella spiritualità e nell’armonia dell’ espressività .

Collaborazione dei e tra i ruoli.

L’Acquario come metafora della nascita della vita sulla Terra - Resta come risorsa nella scuola, come laboratorio permanente.

Collaborazione con la parrocchia come elemento trainante di una continuità permanente nel/sul territorio.

Patrocinio della Curia Papale per finalità elettive con l’Istituto.

Diverse risorse appartenenti alla rete saranno autorigenerate per finalità della stessa.

La logica è costantemente e pedissequamente stimolata in quanto il corpo tutto si mette in relazione col mondo, inteso come spazio cosmico. Anche le stelle non saranno abbandonate, affinchè con gli alunni si possa esprimere desideri per il futuro, il sogno come elemento finale, conclusivo per riprendere le redini al mattino.

 

Rete

Finalità

obiettivi

Contenuti

Valutazione

Loci con metodo costante della ricerca E DELLA DIDATTICA METACOGNITIVA, anche online,  LABORATORIALE E PROGETTAZIONE PARTECIPATA*

Comitato Genitori

 

Rendere i genitori consapevoli che il patrimonio , scientifico ed espressivo è inderogabile, ma se è accompagnato da fiducia allora può attraverso anche l’estate a scuola si può animare spirito collaborativo e fattivo e col vincolo che si deve studiare pragmaticamente e nella natura.

Relazione elettiva nel gruppo di pari e nella didattica dell’aiuto e sostegno alla competenza scolastica: rafforzare la componente educativa della cittadinanza attiva.

Volontariato attivo e cittadinanza attiva nelle fasi progettuali.

AUTOREFERENZIALE - COLLABORAZIONE

ONLINE

SCHEDE E MAPPE DA COMPILARE

 

Dove necessita il CONTENUTO

Martellotta – sede Docenza / Dirigenza

 

CURIA PAPALE - Roma

 

 

 

Comune Taranto e Comune di Taranto-Direzione Sviluppo Economico e Produttivo Servizio Turismo e Marketing Territoriale

 

 

 

APS eternia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Corita - Comitato per il rimboschimento della città

 (Alberi e farfalle /Valentino Valentini / Fabio Millarte / Rosalia d’Arcangelo)

 

 

 

Fondazione (mare) – Esposito e Marchesino

 

3931617701 taranto@wwf.it

WWWF Taranto – O S

*Riserva Naturale Regionale Orientata “Palude la vela”

 

Cosmofruttariano 3M per un mondo sostenibile (Dresda)

 

 

 

Tatà – Gruppo di animazione teatrale

 

 

PARROCCHIA “Santo Spirito” – Taranto

 

Santa Maria delle Grazie di Talsano (Taranto)

 

VICARIA DI TARANTO

 

 

 

 

 

 

 

TRIBUNALE MINORENNI TARANTO (Dott. Morelli)

Progettare un Percorso estivo che si riverserà nel P.O.F. e nel P.T.O.F. per poi sostenerli trasversalmente durante la didattica nei CUR di verifica.

 

Verificare e validificare che le unità siano presenti in ogni percorso curriculare attraverso un modello – contenitore che inserisce elementi del percorso di cui sopra.

 

Stimolare e potenziare le generazioni ad apprezzare le potenzialità del proprio ambiente e i carismi territoriali, anche per iniziative lavorative che ben si sposano con lo stesso (turismo e agricoltura e pesca)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Assicurare che per “Fare un albero ci vuole un fiore, mediante il favorire l’apprezzamento delle fasi dell’amore della natura, saper osservare, osservare ed analizzare le specie volatili, terrestri e del sottosuolo.

 

Cogliere il valore transdimensionale e ascensionale della specie, specialmente, quella degli uccelli.

 

Valorizzare la specie umida, anche dei pesci

APPREZZARE, DIFENDERE E SALVAGUARDARE L’INSERIMENTO E L’INCLUSIONE DELLE NUOVE SPECIE VOLATILI SUL TERRITORIO DELLA SALINA, E COMPRESA QUELLA DELLA TERRESTRE VOLPE.

RISTRUTTURARE IL CONCETTO DI VITA ALL’ARIA APERTA PER VALORIZZARE TUTTE LE RICCHEZZE DEL PIANETA DI BADEN PAUEL – SCAUTISMO.

 

LA DONNA NELLA PROTEZIONE DEL CONCETTO DI VITA E LA FAMIGLIA COME NUCLEO DI PROTEZIONE DELLA PATERNTA’, PERCHE’ LA PATERNITA’ E’ IL BENE PIU’ PREZIOSO CHE C’E’ E VA TUTELATO.

Modulare la temperatura motivazionale delle famiglie attraverso mappature di osservazione – schede.

 

Contribuire alla resistenza del patrimonio e alla coscientizzazione del concetto di patria in senso globale.

 

Progettare Unità Tematiche / CUR transdisciplinari che confluiscono nel P.O.F. e nel P.T.O.F.

 

Coordinare e Validificare i processi e la buona riuscita dei prodotti, attraverso la “Strada” dei contenuti e della metodica – didattica metacognizionale, senza mai abbandonare lo spirito scientifico del linguaggio matematico – logico e logico – matematico.

 

Piantumare e piantare alberi da frutto e coltivazioni di “frutti” poveri con metodica naturale e permaculturale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inculturare l’utenza ad alimentazioni sane, ma non alternative, potenziando i concetti valoriali della nuovissima piramide, capovolta, che vede frutta e verdura protagoniste della tavola

Volontariato ove disponibile.

 

Decoro e urbanizzazione florale (alberi da frutto e coltivazioni povere – tuberi e stagionali) attraverso la collaborazione di gruppi di lavoro dei diversi ruoli dell’Istituto.

 

Educazione sessuale attraverso l’osservazione diretta nella natura.

 

Continuità e Orientamento nel viaggio degli “Ori” e le donne di Taranto.

 

Mare risorsa e salvamento

 

Lettura del libro “Il Piccolo Principe”

-          SOS VITA!

-          Marketing Territoriale

-          Cultura scolastica e dei ruoli

 

Acquario – Laboratorio di scienze umide per un’osservazione permanente scientifico – culturale ed espressiva

Con accompagnamento in fasi del progetto

 

L’Odissea, il viaggio perpetuo nel Mediterraneo

 

Scautismo, anche itinerante con osservazioni e vita all’aria aperta e riporti attivi e di verifica – collaborazione Comitato genitori

 

Frutta e verdura ballano insieme per un girotondo intorno al mondo

 

Salvaguardia dei cuori attraverso il viaggio tra i popoli nel rispetto della culturalità religiosa e ambientale

 

 

Viaggio vocazionale e genealogico (L’ALBERO) nella storia del territorio di Taranto di uomini e loci, perché ognuno di noi sappia che è padre e figlio di Cicerone, di Louis XIV e di Innocenzo III (Papa)…

Orienteering

 

 

 

VITE PREZIOSE (BIBLIOGRAFIE ANIMATE) CHE POSSONO FARSI EMULARE.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il CIELO, E LA TERRA E I SANTI DI TARANTO (CUR HOC LOCO - DOMINANTE)

Isole di Taranto

 

Parco cimino

 

Palude la vela

 

Patrimonio e risorsa umida emersa e sotterranea:

 -Fiumi di Taranto e Provincia (17)

-Lago inesauribile: LA SALINA

LA SALINELLA, ORIGINI ED EVOLUZIONI

 

(Geomorfologia della provincia-

 

Il mare e il mastro d’ascia

 

Il Mare Lago/Mar

Piccolo

 

Il Mare Grande

 

Il Mar Mediterraneo, fucina di culture permanenti e ricorrenti – IL MURO A SECCO

 

Le spiagge – habitat in flora e fauna, anche volatile

 

 

 

Rimboschimento Di appezzamenti dell’Istituto, in particolare della Scuola Materna

 

La Mela

 

 

Animazione espressivo- cultural- globale

(lettura cantata, improvvisazione e balli popolari)

 

 

 

 

 

 

Seminari, Conferenze e tavole rotonde per CONTINUARE a Progettare in concertazione il futuro della fede nell’amore e nella ragione:

 

DA SVILUPPARE IN OGNI  LABORATORIO PROGETTUALE:

IL VALORE MAGICO - SIMBOLICO E RAZIONALE DEL PANE/GRANO (CICLO), DELL’ACQUA (CICLO), DEL VINO (CICLO), DELL’OLIO, DELL’ALBERO e del pesce e la mucca (come elemento rappresentante della madre della specie mammifera , PURE COME ELEMENTO DEL CICLO DELLA VITA (CUR CODICE – CUR MADRE)

 

POST ENERGHIE SUNT: Razionalizzazione progettuale*.

PER UNA RIUSCITA OTTIMALE DELLE COMPETENZE DI PROGETTO – si potrebbe rimandare  - E’ INDISPENSABILE CHE LA DIDATTICA PARTECIPATA SIA COSTANTEMENTE ATTIVATA ATTRAVERSO  UN PEDISSEQUO SGUARDO CONSAPEVOLE DELL’UTENZA ALLA FASE DEL PROGETTO CHE STA VIVENDO, AL CONTENUTO DI LABORATORIO E DI FASE E PER NON PERDERE MAI DI VISTA IL PRODOTTO FINALE - PARTECIPAZIONE PARTECIPATA DEI PARTNERS AL CONVEGNO DEDICATO AL PENSIERO COMPUTAZIONALE CHE ALTRO NON E’, E NON PER RIDURRE, MA SFRUTTARLO AL MEGLIO, UN “INCESELLAMENTO, IL RICAMO CONCLUSIVO) - PURE A QUELLO.

 

Naturalmente il Progetto sarà ulteriormente sviscerato in altra sede al fine di renderlo attivo, fattivo e scientificamente “spendibile” e amministrativamente sostenibile.

 

Il presente progetto è stato in parte animato, (anche) dall’alunna Noemi Basile, quale musa ispiratrice l’energia femminile e che propongo come rappresentante delle donne.

 

 

 

 

 

 

Taranto, 13 febbraio 2017                                                                                        Prof.ssa Giovanna Palazzo ( e alunna Basile Noemi)

 

Buongiornoate

ave caesar, sarebbe il mio saluto ai fedeli se fossi papa, stamani.

Sul bove

Di transumanza si parla ancora, e speriamo se parlerà ancora, nelle zone montane, in particolare, 

Ma transumanza era pure quando i popoli o i sacrati ( uomini speciali), specie in a. C., si spostavano per necessità sociali. Il bove era uno degli dei che veniva animato da Marte. Che ci fai signor bove nelle chiese e a rappresentare addirittura un evangelista?

Di pio bove ci parla macchiaiolalmente e bucolicamente Giosuè il mio Carducci.

Nei miti cananei il dio della guerra era rappresentato da un bove che si accoppiò con una vacca Anat.

Secondo l'Esodo la situazione è un po' contorta e forse cornuta: prima Mosè chiede orecchini e collane d'argento per fare "l'agnellino," e come s'accorge che il popolo fa lievitare l'agnello in "agnellino" da ad orare, ovvero mangiare e PREGARE si arrabbia e lo fa sciogliere facendo scorrere il auo sangue bianco nelle viscere. Viscere? E di dove mamma? Aspé che vado a studiare. Ma perché non lo fai tu? E tutto io devo fare? È forse così che nasce il mito di Babele e dell'angioletto CATTIVO. Non è che, forse, signora Chiesa nello strutturare il tuo Album della famiglia avevi bisogno del buono e del cattivo, del bello e dello storpio, di festeggiare in ogni messa la morte del mio Crsto in Croce e invece festeggi solo una volta la sua resurrezione?

Chiesa mi legherei ad una colonna per vivere in te, ma ti prego cassa quella frase e ogni giorno gioiamo della sua vita e di quella tornata e non della sua morte.

Te ne sono grata, so che tieni molto al mio pensiero questo lo  tengo sempre a mente nelle mie preghiere, ma a proposito banniamo anche il torello?

De schola de schola

Sta arrivando Natale e ho comprato 3 panettoni artigianali. 

Uno per l'albero.

Uno per una cognata speciale.

Uno per un preside speciale.

Per quest'ultimo ho in sogno di bussargli alla porta e sparargli con un fucile spaziale,

Quello con il quale i bimbi giocano fino a far impazzire la mamma di gioia: ti sto sparando, dicono, e l'unica con la quale voglio giocare per sempre sei tu. 

Preside non te lo posso regalare, è di Ale, fattelo regalare da tua moglie.

Oggi abbiamo mangiato come fosse Natale, c'era Chiara, ora sono usciti a comprarmi il carion di Natale, si può essere più fortunati di così?

Forse tra un po' mi dichiareranno un po' fuori,  sol perché la strada di circurmarpiccolo mi fa piangere, perché ho dato il mio numero ad un vù cumprá se casomai avesse bisogno di una mamma, o perché....perché bisogna amare poco? Perché bisogna a tutti i costi dirla tutta...ma io l'ho già detta e non solo quella. Bonnne Noël, pape.

C'è un Presepe, un Presepe speciale costruito lentamente,
Con collaborazione e a costo 0, dove ci sono desiderata di ognuno di noi, professori compresi. Gesù? Babbo Natale? Ci siete? Noi ci siamo e vogliamo credere.
Mamme? Papà?
Adesso vi mando le foto sul sito della scuola....ammirate i miti di santità che per figli avete...non dovete andare molto lontano per trovare Cristo.

www.martellotta.gov.it

Una foto, un caso nella scelta,
il tempo passa e la gente cambia,
una cosa sola è certa i figli:
un padre e una madre in una foto:
il padre ora ha adesso un'altra donna
e la madre una figlia affianco sul divano:
grazie Pino papà per questa foto e questa figlia,
ti sono grata e ti benedico.

Figli cari,
padri e madri sono un bene prezioso e non conosco un posto più bello per definire una casa chiesa.
E tu conosci un posto dove pregare meglio che in chiesa?
Io la scuola.
E la chiesa? Forse deve confessarsi.

La greca e il mare

Sotto la mia città c'è una città, la greca città
O parola mia dolcissima parola che mi ricordi ricordi miei
Non ti riconosco, perché, in genere ciò e chi non ricordo ha tradito. La greca si chiamava, la mia città.
Oggi il mare è venuto a scuola mia, ma non m'hanno avvisato avrei chiamato papà.
E lui avrebbe portato una sirena, di quelle che fanno sognare bimbi e uomini di città. E lei avrebbe portato la madre, mamma mare che contiene papà. E insieme avrebbero raccontato che l'alito è di Dio e  l'afflatto viene dal cielo e poi il firmamento ha firmato contratti col mare, con la terra e con la via di mezzo.

Storia di una mamma e di una a e di una o ovale

Dissertazione sulla a

A, prima lettera dell'alfabeto. E se ci fosse un'altra lettera prima? E se fosse la lettera "O"vale? E se valesse davvero, questa Ovale larga in senso orizzontale, naturalmente.
A, pure, preposizione semplice, come Al (a + il) mercato ti ho portata sui miei piedi per non farti posare i tuoi palmi per terra.
A, che elimina ciò detto dopo.

Amici. Amore. Addio. A come A Natale ti porterò tutti i regali che non ti ho fatto in questi anni.

A? Sei tu? Ma che fai qui davanti ai mercatari, ti sei proprio messa elegante, per far un discorso in pubblico, vuoi forse essere eletta alle comunali?
No, son qui solo per dir ciò che un giorno una bimba ha detto di me, ma, forse, l'ha sentito dalla sua mamma. Chissà.
Anaffetivo, senza affetto, Anaerobico, senz'aria, Apatico, senza vita in senso metaforico.
Mamma, ma Amico significa senza Amico, visto che la A toglie.
E io lì senza parole, quante volte quella A è venuta da me e a me, dipingendosi.
Ma allora: Amico significa nemico e mico amico.
Sì, piccola potrebbe essere così...e così potrebbe essere per tante parole e altre cose. E abbiamo cambiato discorso, così elegantemente come solo i bambini sanno fare.
A me, A te, preposizione ovale, possibilista, per permettere a te e a me di concentarci, ma è necessario che A noi sia presente, altrimenti gli allestimenti teatrali non possono restare in equilibrio.
E poiché sto scrivendo io, dell'A voi rimando ad una prossima volta.
A come Amore, che con me non ha mai fatto rima con rispetto, affidabilità, continuità, cura, tenerezza, sì, invenzione (hai presente Archimede Pitagorico?) dell'uomo per recitare. Piccola, Amore forse significa senza amore, ovvero more, ovvero, fa rima con muore. Morte. E chissà Ovale apre così un nuovo varco, per chi come me ha avuto questa esperienza: Ovale, prima lettera dell'alfabeto Palazzo e che le contiene e non le contiene tutte. L'Ovale primo insieme matematico. L'Ovale apre le danze a Odì(sseo), ovvero Odio, amore, forse?

Un giorno, figlia, ti racconterò cosa è accaduto alla tua mamma.

Sono la prof.ssa Palazzo e se non lasciate libero l'accesso del piazzale antistante la mia scuola per la Sicurezza, prima di tutto degli studenti, come dice il mio dirigente, all'orario di uscita mi metto a urlare come una pazza. No, prima mi fermo e spiego i motivi, poi molto velocemente urlo davvero.

Sono figlio del caos. La Speranza.

Sono figlio del caos*, dice Vitangelo il mio nuovo amico,
Mentre si avvita su stesso, cercando la sua ultima maschera, non accorgendosi che torna alla prima, quella di Dida, del naso pendente a destra.

E dice anche  di morte quando pensa al nome e alle campane

E purr quando pensa di cielo e di albero,

Ma questi ed altri ancora fuori di lui diventano meravigliosamente le uniche realtà, possibilità per campare, di campare e che alla fine gli permettono di avere pace.

Anità, fissazione della mascolinità e della beltà,

Fa rima con sanità,

Che fa rima con santità,
Che fa rima con papità
E sembra faccia rima con papà,
Ma fa meglio rima con mammà.
Lo Verso stasera nel suo Uno, nessuno e centomila* ha dato
Un gran contributo all'umanità, donandosi con sincerità a due signorine, ancora bambine, che porteranno con loro il ricordo ricco di patos, perché il suo cuore batteva davvero, la sua voce saliva e scendeva proprio come ad un essere cosciente e consapevole di essere il responsabile futuro delle loro vite, influenzandole nelle scelte affettive, emotive e giuridiche.
Grazie attore vero.
Una mamma.

(Opera scultorea dal titolo "Speranza" di Giovanna Palazzo- ferro, polistirolo, led)

 

Topologia di una canzone

Sotto ogni Dove c'è laicità
Sopra ogni Come una religiosità
Davanti ad ogni Perché c'è una città
E dentro tutti i Quando ci sono i papà.
Ad ogni Destra corrisponde un latrato
E ad ogni Sinistra un boato.
Per un Per c'è un prodotto
E per un Quoziente c'è sempre un processo. Un processo?
Per un Meno abbiamo l'ateicitá
Per nessuna Somma abbiamo una mamma
Che ci da la panna anche se non ha più la
Mucca
E ci da la pappa anche se
Ancora
Non ha ancora la terra, il mulino, le greggi
E i semi

E la palestra.

 

Devo uscire stasera ho da

Comprare un occhiale con i vetri neri da regalare come ricordo di questo viaggio,

Tu non pungermi che ce n'è anche per te, specchiati d'oro li ho già visti.

Il mio dentista sta ridendo e forse anche qualcun'altro

Perché pensa che non ha mai visto denti così

O sta pensando a chi son dedicati

E pensare che il protagonista sogna la notte il dì.

Aprirò una scuola

Aprirò una scuola, sarà per bimbi piccoli e si rotolorenno nella terra e insieme semineremo frutti e ortaggi per poi donarli ai genitori e insegnar loro l'amore per la vita, che non hanno mai conosciuto e che gli servirà a farsi perdonare per il male profuso.

Avrò una terra e aprirò una filiera che si chiamerà" Biologicamamma" e avrà un urlo: non fare male alla terra. Sarà una filosofia prima che un coltivare: no mezzi meccanici, grazie e per carità. 

Padre mentre ti pregavo ho avuto quest'idea: ti ringrazio per vivere, respirare e soffrire con me.

Ho un sogno che la mia terra coltivata diventi una chiesa. Perchè la casa non è già la prima chiesa? E allora una terra dove si rispetta il verme, la lumaca, l'ape e i ritmi circardiani delle coltivazioni e poi si cucina per chi passa e che non ha da mangiare o ha da mangiare ma non ha la pace nel cuore non è una chiesa?

La pala ce l'ho già, mi manca solo il rastrello.

Hai un piccolo pezzo di terra?

 

Biologicamamma

 

 

PS. Finalmente il rastrello ce l'ho e ho visto pure la casetta e quella per il camminatore che passa e c'è pure Salina. La Terra mia. Ciao eh.

Terra!

La seconda rivoluzione industriale ha portato cambiamenti epocali alla civiltà, eppure mentre guardavo poc'anzi una trebbiatrice al lavoro e consideravo la vita che pullula sulla e nella terra pensavo che se dovessimo intervistarla avrebbe molto da ridire a tale proposito. L'umus che vi regna viene completamente distrutto, forse che si dovrebbe tornare alla pala e al rastrello per un rapporto di rispetto reciproco e affinché lei mi restituisca più del totale della somma nel darmi i suoi frutti?

 

Terra!*

I pali conficcati nella terra

Non la fanno sanguinare,

Perché è forte .

 

* di mio figlio, quello che se n' è andato e m' ha lasciato uno zaino di parole da inzuppare alle mie lacrime secche. Se mi stai guardando, anch'io sto guardando te e me lo puoi dire che ti piaccio con i capelli rosa. Diventeranno azzurri, di quell'azzurro che vi fa terrore perché può portarmi via. Si giocano le paure figlio, non si uccide l'angelo. Ti benedico. Mamy

Penso di scuola

Conosco una professoressa a cui piace copiare,
non so se lo sa,
ma copiare è come pregare,
ti abbandoni in quella catena di parole, che cos'è un Rosario se non una collana di perle?
E così, forse , audacemente prega; anche a me piace ricopiare gli appunti, mi è sempre piaciuto,
era come come abbandonarsi alla sapienza del professore, ma con la mia schizzata schiera di foci,
milizie armate di sapere,
facevo tutto mio,
con frecce,
cerchi,
vuoti,
pieni,
circovoluzioni e archi,
"prole" e parole che con mie tassonomie e gerachie diventavano divani per alti e altri cassetti
e così la grammatica andava a bussare anche e pure alla porta del kimono che il mio amico mi ha donato quando mi ha chiesto Aiuto per una tesi,
perché dalla sua nascita non aveva fatto altro che fare ippon e
dunque Ikoro Kano per lui era solo un Dio dello judo
praticato.
Conosco una prof. che mi vuol bene e ogni giorno viene a vedermi insegnare,
ma è così delicata che passa così in silenzio e così velocemente passa e ripassa da sembrare trasparente, e quindi non mi saluta,
sarà senz'altro per non rompere la relazione pedagogica, non
ho dubbi.
Conosco una prof. ma può essere anche un prof. che quando insegna non guarda in viso i suoi discenti,
sarà per non perdere la concentrazione o per non coinvolgersi troppo,
ma conoscete una relazione nella quale non ci sia una modificazione celebrale nella quale non sia prevista uno scambio percettivo di tipo visivo, nell'era del tecnologismo, per giunta? Ma conosco una prof. e un prof., penso siano gli stessi di prima, che hanno una preparazione di base incredibile e dunque possono e sono fucine di stimoli curriculari superiori.
Conosco presidi della vecchia guardia, ovvero quelli "usciti" dal forno della amanagerialità, cioè di quelli che "se poteva" pure parlà de aria fritta, perché non bisognava solo produrre, produrre,

produrre: quanno t'azzittavi dall'altra parte della scrivania, chi era un preside o manager della malora? Era un padre, era una madre al quale raccontavi le tue pene e chiedevi consiglio, sostegno e se succedeva qualcosa in classe, senz'altro ascoltava prima i docenti, poi gli alunni e poi, poi i genitori, perché, perché cari genitori? Perché questo dannato mestiere è la sintesi di ogni ruolo ed è indispensabile assumere quella stranissima, e ormai bucolica parola: a-u-to-re-vo-lez-za.

Conosco collaboratori scolastici sempre col sorriso che poi hanno perso quando sono diventati famosi: e pensare che sua maestà famosità si desidera più di ogni
altra cosa. Conosco collaboratori, forse son gli stessi dalle capacità sociali e paideiadi che potrebbero e spesso lo fanno in silenzio sedere al posto del professore, senza far brutta figura. Conosco collaboratori scolastici che una volta facevano il caffè, com'era buono! Era addirittura più buono di quello di casa, forse perché te lo porgevano come facevano le nonne, come una preziosa preziosità. E Renzi, tu ne sai qualche cosa di quel profumo di caffeina buona che aleggiava per le aule di una volta e faceva casa, ma dimmi è per la sicurezza che non c'è più o per il management.
Conosco una prof. che appena ha sentito parlare di autonomia nelle circolari e nei decreti è andata in brodo di giuggiole, direbbe una mia amica preside, ti ricordi Anna come mi divertivo con schemi, mappe, lezioni transdisciplinari e magni vis, per motivare i miei docenti del corso di specializzazione, poiché stanchi già di una giornata di lavoro e poi di tutte le contenenze che gli si passavano per comodità? Ti ricordi Anna,
ti ricordi Anna di quella lezione in particolare nella quale dalla frase uovo loca, iniziale per avviare i lavori sui linguaggi, ho esordito partendo dall'omino, attraversando le fauci dell'area spirituale, si arrivava come per magia a raccontare del film di Cochi e Renato, dei della comicità e dunque preti della mia parrocchia di allora? Insegnare attraverso metafore e foto di parabole scritte a mano, amici miei di allora e perché no di oggi è e rimane il modo migliore per passar formazione vera.

Magno vix

La giuridica nasce con la vita e senza la retorica non potrebbe respirare, così Magno Vix attraverso la sua bocca proferisce l'Aver, il Posseder l'oggetto del desiderio, il TE, che inizialmente è sentito e percepito ad sensum nel ventre materno e poi è "aiutato" dal senso della vista che erroneamente è considerato il reale dei sensi, che in realtà è l'udito. Ma Magno Vix è, come direbbe il mio Gesù, la foto di una parabola. Quando nasce il bimbo non parla con le parole, ma ha già un bagaglio grammaticale completo che va dall'Analisi del Periodo ed esce ed entra nell'Analisi Grammaticale e Logica come gli pare e piace, perchè il pensiero "giudo", ovvero protogiuridico gli permette di orientarsi nel seme della comunicazione che è la Grammatica.

Nascendo si dona alla sua donna con il suo pianto e ciò gli permette di lavarla come gli pare e piace: insomma se la fa a "panzarotto", perchè Il Piccolo Principe, bimba o bimbo o cucciolo che deve ancor decidere il suo percorso esistenziale, che dir si voglia, altro non è che la Volpe del campo di rose di alcuni dei capitoli più belli di Antoine de Saint-Exupéry.

(continua)

La teoria della frase uovo

TE


Quando sono dento di TE sono uovo.
Quando resto dentro di TE sono uovo.
Quando cresco dentro di te sono uovo di TE e mentre divento uovo di me, RE divento.
E di TE faccio il di me.
Insomma prima di essere me sono TE e mentre mi faccio me continuo ad essere TE, perché sono perennemente in ascolto di TE.
Quando vengo fuori da TE o mamma di me sono già pronto per aver TE .
TE contiene i loci fondamentali, quello giuridico e spirituale, che a loro volta contengono gli altri (affettivo, relazionale, legale, logico, motorio), ma volendo essere pignoli il giuridico li tiene tutti ben, ben stretti per co-mu-ni-ca-re: se nascendo sono me di TE e riconosco TE come stormo di me, allora a TE do i significati, le significazioni, le omissioni, le mistificazioni e ti uso per i miei bisogni, che secondo corsi e ricorsi storici stanno a me come io sto a TE : per aver TE mi esisto. Per aver TE mangio e dopo che ho mangiato e mi hai messo a letto piango per continuar ad aver TE, così tu prendi in braccio me e io continuo ad aver TE, mistificando ancor e ancor, lo so mamma, lo so nasco attore per continuare ad AVERE TE. Aver TE, mamma mi permette di costruire già la mia seconda frase, PER AVER TE e che ti permetterà di costruire il Magno Mappo; che contiene sottinteso l'ut latino, sillaba che introduce una finale, insomma, dolce donna, che mi metti al mondo oggi, conosco già il copione dell'Analisi del periodo, ancor prima di riconoscere la principale "dell'intero". Mamma? Mamma, se so cosa voglio, so anche chi sono. Insomma madre mia, quando ti perdi in me per riconoscermi quale miracolo dell'esistenza possiedo già il peccato di tradirti, mi perdoni?

Mamma, mamma, amo chiamarti, o mamma cara che vuoi raccontarci della Sulla, la prima donna vivente sul Cosmo e vuoi deliziarci sulle e delle tue personalissime teorie, come quella della musica della parola e della parola posta accanto all'altra parola e delle lettere posate le une sulle altre per far vibrar la Vita, non fermarti, anche se ti costerà la vita.

Mamma, PER AVER TE, sono pronto a tutto.

Tuo Figlio.

 


*faci = spazi tassonomici dei loci

De grammatica

C'era una volta la grammatica con analisi logica e analisi grammaticale,

poi arrivó una prof. che si accorse che c'era qualcosa che non andava,

l'aggettivo "ad un certo punto" diventava attributo,

il nome si dimenava in apposizione ,

il predicato si divideva in verbale e dannatamente nominale

e che dire di "quei poveri, semplici e analfabeti "di, a, da, in, con, su, per, tra, fra?

E vogliamo, naturalmente ora parlare dei complementi che spesso e volentieri sono scommesse illegali? E Se il prof. curriculare potesse confessarsi a tale proposito davanti ad ùn prete non chiederebbe il miracolo della scienza infusa?

(continua)